IL TEMPIO, la nascita dell’Eidos (1971)
Il Tempio. di Vincenzo Agnetti (Milano 1926 – 1981) e Paolo Scheggi (Settignano, Firenze,1940 – Roma, 1971), è un luogo “consacrato” alla contemplazione dell’essenza dell’oggetto, anziché dell’oggetto reale, particolare che rivela l’interesse in tempi non sospetti da parte dei due artisti verso lo spazio della virtualità.
In esso trova posto difatti anche una “moneta virtuale” che sembra anticipare le attuali cryptovalute. Per questa ed altre ragioni, Il Tempio resta un’opera enigmatica e complessa di non facile interpretazione, ma di potente impatto emotivo.
Il progetto rimasto sulla carta a causa della prematura scomparsa di Scheggi nel 1971, è un’opera di visionaria contemporaneità e rappresenta la summa delle riflessioni di Agnetti e Scheggi.
Vincenzo Agnetti
Vincenzo Agnetti (Milano, 1926 – Milano, 1981) Tra i protagonisti dell’arte concettuale, nel 1959 frequenta Enrico Castellani e Piero Manzoni e pubblica per la rivista Azimuth i suoi primi “scritti proposizionali”. Dopo una breve parentesi in Argentina, nel 1967 torna in Italia dove continua la ricerca nel campo della critica dell’arte e inizia la sua produzione artistica.
Nel 1968 pubblica il romanzo “Obsoleto” e un’autoedizione del romanzo “Tesi”. Utilizzando estetiche differenti, realizza opere fondamentali quali Macchina drogata, il Neg, i Libri dimenticati a memoria, gli assiomi, i feltri, i lavori fotografici, le sculture, le photo-graffie e tanto altro: lavori capaci di trasformare la parola, la poesia, il discorso, il pensiero in un’icona visiva.
Paolo Scheggi
Paolo Scheggi (Settignano, Firenze, 1940-Roma, 1971). Protagonista della neo-avanguardia spazialista, dall’inizio degli anni Sessanta è attivo nell’ambiente culturale milanese. Le sue Intersuperfici si pongono come matrice di una ricerca pluridisciplinare che spazia dalla pittura all’architettura, dalla moda al design, dalla poesia al teatro.
Dopo aver affrontato il concetto di ambiente, dal 1969 avvia un’indagine sulla performance urbana e una ricerca antropologica sul linguaggio mitico-politico, approdando a un’ultima fase concettuale e radicale che lo porta a creare environment abitabili, solcati da caratteri lapidari e tesi a una dimensione metafisica.
Sviluppato in collaborazione con:
Il Tempio